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Le cinque parole sacre

Le cinque parole sacreCi sono una serie di mantra o suoni divini che ci sono di aiuto per molteplici scopi. Il più noto è il mantra “Om” e il mantra stella “Gayatri”, si possono trovare ampie informazioni sul web e nelle librerie specializzate.

Voglio condividere con voi quello che ho appreso sulle cinque parole sacre. Ho appreso come un sensitivo possiede la capacità di contatto con gli esseri che popolano altre dimensioni e che hanno “occhi per vedere”, come avrebbe detto mia nonna.

Eravamo lì, dormendo nel cuore della notte, quando siamo stati svegliati da un rumore strano, sembrava quello che comunemente chiamiamo “apparizione”, mi è stato detto di ripetere le cinque parole:

  1. Jot Niranyam
  2. Omkar
  3. Raramkar
  4. So Ham So hang o
  5. Sat Nam

L’abbiamo detto più volte nello stesso ordine fino a quando quei rumori sono scomparsi, mi è stato insegnato che ogni volta che una strana presenza si manifesta, è bene nominare immediatamente le cinque parole.

Ma veniamo al nostro argomento. Tutto è un processo pratico e di disciplina. Pronunciare a voce porta alla meditazione con molteplici vantaggi, come la creazione d’amore, dissipare i pensieri negativi che possono rubare energia, ci aiuta ad ottenere una migliore concentrazione e attenzione, a vivere il momento presente.

Cinque parole che rafforzano il nostro potere che ci permette di collegare l’acquietarsi interno della mente con i piani superiori. Secondo la conoscenza impartita dal Satguru (maestri di verità) le cinque parole agiscono come una password per accedere a questi piani superiori di cui sopra, forniscono una protezione contro queste dinamiche terribili che cercano di bloccare il nostro passaggio a questi livelli più alti del Sé interiore.

Queste cinque parole sono state chiamate sacre o magiche, ma di certo (come tutte) ogni parola ha il suo potere quando gli conferiamo intenzioni. Così, di queste cinque parole in lingua sanscrita dovremmo approfondire il loro significato per i risultati da raggiungere, vale a dire, ribadendo e contrastando le fluttuazioni mentali e cedere il passo al silenzio che ci rende uno con il sacro.

Ora, spiegherò brevemente che cosa significa ogni parola

Jot Niranyam: la prima sillaba si riferisce alla fiamma unica della luce, e rappresenta il Niranyam (l’Essere radiante, senza ombra), luce immacolata e pura. In relazione al piano fisico inferiore. La prima sillaba si pronuncia “yiot”.

Omkar: incarna il soffio vitale dell’universo e abbraccia ogni essere vivente, senza eccezioni. Regola il microcosmo e macrocosmo, il piano fisico connesso all’astrale, sollevato dal suono del principio delle vibrazioni.

Raramkar: il potere che trascende il mondo delle tre dimensioni, tempo, spazio e causalità che si pongono a causa della Guna o per qualità intrinseche che rimangono nascoste con la materia, che causa la diversità di forme e colori, fornendo ad ognuno le tre condizioni.

Sohang (So Ham): questa è la parola più conosciuta, che significa “Io sono” (o “I Am You”). L’anima, quando lascia i cinque involucri (fisico, eterico, mentale, intellettuale e causale), diventa puro spirito, libero da ogni complemento e accessorio, con il risultato che riconosce nella sua propria natura essenziale, che è l’essenza simile a Dio. Perché questa rivelazione indica l’anima, “I Am You”, una goccia dell’oceano di tutta la coscienza, o come ha detto Cristo: “Io e il Padre siamo uno.”

Sat Nam: quest’altra parola è ben diffusa. Significa la verità, immutabile, permanente variazione sconosciuta. E’ il fine ultimo di tutte le anime che stanno gradualmente trasportando in questa realtà, attraverso il suono e il principio di luce, come manifestazione primaria dell’Assoluto, un’astrazione sconosciuta se non come “lo Spirito e potenza di Dio” o Spirito Santo, come ha detto Cristo.

Cantiamo questa potente simran se vogliamo conseguire gli scopi portati avanti dai Maestri.

Restiamo consapevoli e felici, nel qui e ora.

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