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Allevare eticamente: articolo scritto da Maria Teresa Barca (allevatrice) e dal Dott. Stefano Cattinelli medico Veterinario

“Non è detto che l’amico del cuore appartenga alla razza umana”

Rocco Chinnici

Allevare eticamenteMi chiamo Maria Teresa ed ho 47 anni.

Per 25 anni ho venduto articoli e alimenti industriali per cani e gatti.

Iniziai negli anni ’90 quando si vendevano zuppe, salami di “carne”, riso soffiato e verdure liofilizzate; le uniche aziende di alimentazione per animali presenti sul mercato erano Hill’s ed Eukanuba.

A quel tempo i cani morivano di vecchiaia; pochi i casi di displasia e dermatiti, non esistevano patologie quali il diabete, l’iper-ipo-tiroidismo, le allergie atopiche e le sindromi epilettiche.

Con il passare del tempo le marche di Pet Food aumentarono vertiginosamente e, in maniera significativa, si ebbe anche un incremento delle malattie dei cani e dei gatti.

Fu così che negli ultimi anni iniziò a crescere in me la consapevolezza che stavamo sbagliando direzione e l’aumento esponenziale delle varie patologie me ne stava dando conferma.

Paradossalmente, più ci prendevamo cura degli animali, più loro si ammalavano.

Iniziai ad informarmi.

Il primo libro che lessi, dove trovai la conferma quello che pensavo, fu “Il libro nero dei Veterinari” del medico veterinario Jutta Ziegler.

Qui il negozio online del medico veterinario Jutta Ziegler: https://www.dr-ziegler.eu/it/

Fu la fine… o forse l’inizio…

Successivamente, tramite Internet e Facebook, conobbi il Dott. Prota, con il quale organizzai una conferenza sull’alimentazione che fu davvero determinante.

Qui il sito del Dott. Prota: http://www.alessandroprota.it

Da quel giorno non riuscii più a vendere un solo prodotto che avevo in negozio: dagli antiparassitari agli snack. Tutto ciò in cui credevo mi crollò addosso.

Chiusi il negozio, senza pensare alle conseguenze finanziarie.

Fui forse troppo istintiva, ma non volevo più avvelenare un solo cane o gatto.

Mi ero appena trasferita in campagna, e finalmente, avrei potuto iniziare ad allevare.

Avevamo già un Golden Retriever, Tosca, dolcissima con noi, ma inadatta ad essere un soggetto da riproduzione perché non ha mai sopportato i cuccioli e i bambini, esattamente l’opposto di ciò che caratterizza normalmente questa razza.

Mio marito ed io decidemmo così di visitare diversi allevamenti, ma nonostante l’enorme varietà di cani visti e presi in esame la famosa “scintilla” non scattò mai.

Un giorno un mio ex-cliente mi diede il numero di un’allevatrice molto conosciuta. Le telefonai e presi un appuntamento.

Arrivati in allevamento, finalmente ci innamorammo dell’unica femmina, all’interno di una cucciolata di 3 fratelli; mio marito la guardò negli occhi e disse “Lei è Rebecca”.

In onore a Lei, “Casa Rebecca”, fu il nome che scegliemmo per il nostro Allevamento.

Al terzo calore le cercammo un maschio e ci rivolgemmo all’allevamento n cui l’avevamo acquistata. L’allevatrice fu disponibile, ci diede consigli e ci propose di farci seguire dal suo Veterinario esperto in riproduzione (ammetto molto preparato in materia di riproduzione) che mi disse: “Se lei fa esattamente ciò che le dico, la seguo, altrimenti per me può rivolgersi a qualcun altro” …

Decidemmo di incominciare questa avventura e Rebecca si accoppiò felicemente.

Il veterinario aveva una sua impostazione che da subito mi sembrò alquanto aggressiva.

Mi prescrisse un antibiotico da somministrare a Rebecca dopo il parto, per tutto il periodo dell’allattamento, per prevenire mastiti.

Pensai subito che sarebbe stato assimilato anche dai cuccioli.

Mi diede una tabella di svezzamento e una di verminazione: -30 giorni prima sverminazione;
– 45 giorni seconda sverminazione; -50/55 giorni primo Vaccino (ciò che è scritto sulla tabella: ci possono essere diversi schemi vaccinali tutti validi, noi eseguiremo un eptavalente ad alto titolo anticorpale, molto sicuro dal punto di vista efficacia e bassi effetti collaterali; è di solito necessario un solo richiamo dopo 20-25 giorni, anche se ultimamente sono presenti nuovi ceppi virali per cui è preferibile eseguire poi un terzo richiamo); – Microchip inserito solitamente il giorno della vaccinazione (in quanto a 60 giorni il cucciolo deve già essere registrato al sito regionale dal veterinario)

Dentro di me sentii un rifiuto di tutto ciò che lessi sulla tabella.

Non somministrai nulla di ciò che mi prescrisse (tranne l’acido folico).

Qualche nozione la conoscevo già e sapevo che somministrare il primo vaccino prima dei 60 giorni, non serviva assolutamente a nulla perché cuccioli hanno l’immunità materna.

Ma non sapevo che il periodo di copertura fosse più lungo, lo scoprii solo in seguito.
Purtroppo era la mia prima esperienza, avevo accettato di farmi seguire da lui e, di conseguenza, al vaccino precoce e alle sverminazioni non potei sottrarmi.

Non ero preparata come lo sono oggi, anche se molto ancora devo imparare.

Successivamente lessi “Vaccini danni e bugie” del medico Veterinario Stefano Cattinelli e “Il Manuale Completo sulla salute del cane e del gatto” del medico Veterinario Jutta Ziegler.

Qui il sito del medico Veterinario Stefano Cattinelli assolutamente da non perdere: https://www.stefanocattinelli.it

Da allora decisi che il modo di allevare, alimentare e vaccinare i miei cani lo avrei deciso io.

Oggi sono sempre più convinta che la causa di patologie oltre alla genetica e accoppiamenti errati siano da attribuire anche a un metodo di allevamento che non rispetta più le leggi della natura.

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